Consulente finanziario indipendente - Travagli Financial

Il concetto di consulenza finanziaria indipendente si è ampiamente sviluppato – anche in Italia – grazie alle novità introdotte dalla legislazione europea per il tramite della Direttiva 2014/65/UE, c.d. MiFID II.

Molti, tuttavia, sono ancora oggi i dubbi dei risparmiatori ed investitori i quali, oltre a domandarsi chi possa occuparsi della propria gestione patrimoniale, si chiedono anche se tale attività sia sicura, quali siano gli strumenti di investimento indipendente e se tutto ciò possa comportare effettivamente una convenienza.

Andiamo, quindi, a vedere più nel dettaglio quali sono i vantaggi che si possono ottenere dalla consulenza e pianificazione finanziaria indipendente.

CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE: DI COSA SI TRATTA.

La consulenza finanziaria indipendente è stata introdotta nell’anno 2007 dalla Direttiva Europea c.d. MiFID – la quale, esattamente come la sopra citata MiFID II, è stata prevista al fine di creare un mercato con regole comuni a tutela degli investitori – e viene definita come una serie di strumenti nell’ambito della consulenza e pianificazione finanziaria.

Nonostante l’introduzione della Direttiva MiFID risalga, come detto, all’anno 2007, in Italia soltanto quasi dieci anni dopo, con la promulgazione della c.d. Legge Stabilità, è stato previsto il primo albo unico dei consulenti finanziari indipendenti al cui interno c’è un ulteriore distinzione in tre sezioni.

Preliminarmente precisiamo che, per essere iscritti a tale albo, sarà necessario superare una prova per accedervi; senza tale iscrizione non si potrà effettuare alcun investimento MiFID. È, quindi, di fondamentale importanza verificare sempre che il vostro consulente finanziario indipendente sia iscritto all’albo tenuto dall’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari (noto con l’acronimo OCF).

Tornando all’albo, la prima sezione è riservata ai “Consulenti abilitati all’offerta fuori sede”, ossia le persone fisiche che, in veste di agenti collegati, svolgono fuori sede l’offerta a titolo di agenti, dipendenti o mandatari di un intermediario. In sostanza, tale categoria professionale presenterà al cliente delle proposte di investimento in ossequio alle istruzioni ricevute dall’istituto finanziario.

La seconda sezione, invece, è dedicata ai “Consulenti autonomi“, maggiormente noti con il termine di “Consulenti Finanziari Indipendenti“.
Nel paragrafo seguente si approfondirà meglio l’argomento, in tale sede basta precisare che tale figura professionale viene così definita in virtù del fatto che gli stessi – a seguito della consulenza finanziaria offerta – vengono remunerati direttamente dai propri clienti e non da altre figure come banche, società di gestione del risparmio o intermediari.

Nella terza sezione, infine, sono ricomprese le “Società di Consulenza Finanziaria”, che offrono consulenza in materia di investimenti mediante la costituzione di forme societarie quali S.p.A. o S.r.l.

Approfondiamo ora, come anticipato, la categoria prevista all’interno della seconda sezione, ossia quella degli operatori finanziari indipendenti.

I CONSULENTI FINANZIARI INDIPENDENTI.
CHI SONO E COME LAVORANO.

Abbiamo già dato una definizione del consulente finanziario indipendente, tuttavia, occorre entrare più nel dettaglio rispetto all’attività da questi svolta.

Prima di tutto, l’operatore finanziario indipendente si occupa di gestire il portafoglio dei propri clienti, elaborando efficaci strategie finanziarie. Al fine di poter fare ciò dovrà tenersi in costante aggiornamento sui prodotti disponibili e sull’andamento del mercato, effettuando un check up finanziario costante.

Per offrire i migliori prodotti finanziari dovrà, inoltre, essere in grado di inquadrare correttamente il profilo dell’investitore.

Il consulente finanziario indipendente deve riuscire a mettere in collegamento i clienti risparmiatori – svolgendo consulenza in materia di gestione e pianificazione dell’investimento, nonché fornendo informazioni chiare e corrette – con il mercato finanziario, analizzando e raccogliendo più dati possibili.

La sopra citata direttiva MiFID II, seppur non fornendo alcuna precisa definizione dell’attività svolta dal consulente finanziario indipendente, ha tuttavia fornito indicazioni su come la professione dovrà essere posta in essere. Due sono le condizioni che dovranno essere rispettate: diversificazione degli strumenti finanziari proposti in materia di tipologia o fornitori; divieto di trattenere o corrispondere incentivi o benefici da terzi soggetti.

PERCHÉ SCEGLIERE UN OPERATORE FINANZIARIO INDIPENDENTE.

È utile premettere che l’affidarsi ad un operatore finanziario qualificato per la gestione dei propri risparmi è un’attività di fondamentale importanza, soprattutto perché i soldi rivestono una parte decisiva della nostra vita quotidiana.

Un buon consulente finanziario, quindi, preserva ed incrementa il vostro patrimonio.

Tuttavia, capita spesso che gli stessi consulenti finanziari non siano soggetti così imparziali, ricevendo mandati da banche o gruppi assicurativi o intermediari finanziari. Gli strumenti finanziari offerti al cliente, quindi, sono spesso limitati.

Mentre, il consulente finanziario indipendente, libero da ogni conflitto di interesse, agisce pensando unicamente all’interesse del cliente, fornendo allo stesso qualsivoglia prodotto finanziario presente sul mercato.

Tale aspetto, di fondamentale rilevanza, è sinonimo di garanzia e tutela.